Disillusione

Un tempo avevi delle aspettative. Anzi è la vita stessa che ti riempie di aspettative, e allora ti prepari, studi, lavori con fatica per avere quel qualcosa in più. E magari assaggi un po’ di quello che di dolce potresti avere per il tuo futuro. Ma un giorno ti accorgi che tutto ciò che hai ottenuto era solo una breve parentesi, come un sogno che ben presto finisce e poi ti svegli. La verità è che tutti dicono che non ti devi accontentare, che devi puntare alto ma ti ritrovi a non poter far null’altro che lasciarti vivere e prendere quelle briciole che trovi per terra. E quel momento dove ti senti in cima al mondo viene cancellato lasciandoti una flebile speranza che magari tornerà, ma poi il tempo passa e non succede, e man mano dimentichi quella persona, sembra un’altra, sembra qualcuno che non sei più. Le tue qualifiche ed esperienze non ti appartengono e non servono più a niente. E ricominci da zero. Pensi a quel giorno in cui tuo padre ti disse: “Ti ho fatto studiare così tanto perchè tu non facessi la vita che ho fatto io, perchè è dura”; Il cerchio si chiude e alla fine stai proprio facendo ciò che lui non voleva tu facessi.

Ma forse mi sbaglio, forse anche questa è una parentesi e magari, un giorno mi sveglierò di nuovo.

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Calvario

Tempi difficili per chi cerca lavoro. Immaginate di avere un lavoro stabile, appagante, ben retribuito. Ecco immaginate che un giorno vi risvegliaste da un sogno e vi ritroviate in un incubo; l’azienda per cui lavorate fallisce e lascia tutti a casa, 200 persone in totale. Certo vi dicono che ci sono gli ammortizzatori sociali, così non dovete disperarvi subito e un lavoro di lì a poco lo troverete. Passano un mese, due mesi, tre, sei di assidua ricerca e vi rendete conto di una cosa: il mercato del lavoro è cambiato rispetto all’ultima volta che lo avete cercato. Ora gli annunci sono parecchio selettivi, e per selettivi intendo:”Voglio esattamente questa persona, non devo perdere tempo ad istruire una nuova risorsa, voglio che arrivi e sia già splendido”.

Questo ci può anche stare, ma se vieni da settori piuttosto specialistici e un bel giorno scopri che quei settori praticamente non esistono più, è l’inizio della fine. Fai colloqui su colloqui, ai quali magari rispondono 200 candidati, e vuoi che su 200 candidati non ci sia uno che magari abbia uno skill più vicino a quello ricercato? Una pacchia per i selezionatori i quali hanno l’imbarazzo della scelta. E ti ritrovi così a fare tre mesi di call center in condizioni davvero assurde, ti becchi gli scleri di mezza Italia e già sei depresso per conto tuo perchè fai un lavoro che potrebbe fare chiunque e non sono stati necessari 15 anni di studi con laurea e master annessi. Poi finisce anche quello e ti guardi attorno con i call center visto che sembra l’unico settore dove ci sia più richiesta. Ti ritrovi a seguire un corso di 15 giorni per essere assunto in un nuovo contact center, per sentirti dire che alla fine non selezionano nessuno perchè i flussi di chiamate sono diminuiti, inoltre il contratto che ti avrebbero proposto sarebbe stato di 15 giorni full time anche serali a 700 euro.

Ora, mi chiedo: qual’è il limite di sopportazione a cui deve arrivare un uomo per non perdere la dignità? Per vedersi azzerare le prospettive di farsi una famiglia, o di pagare un mutuo? Stanno prendendo le nostre vite e le stanno gettando nel letamaio. E poi c’è gente che perde la testa… non mi stupisco, e a coloro che ancora conservano le loro facoltà psichiche dico di riflettere su cosa sta diventando questo bel paese, fondato ricordo sul lavoro. Ma non c’è il lavoro. E’ come se nel circolo polare Artico fondassero la loro società sull’agricoltura.

Sono stanco, demotivato, disinnamorato, scoglionato di vivere in questo paese. Finisco questo articolo con una citazione del mio amico Caparezza:

“A Malincònia tutti nell’angolo, tutti che piangono
toccano il fondo come l’Andrea Doria
Chi lavora non tiene dimora, tutti in mutande, non quelle di Borat
La gente è sola, beve poi soffoca come John Bonham
La giunta è sorda più di Beethoven quando compone la “nona”
E pensare che per Dante questo era il “bel paese là dove ‘l sì sona”
Per pagare le spese bastava un diploma, non fare la star o l’icona
né buttarsi in politica con i curricula presi da Staller Ilona
Nemmeno il caffè sa più di caffè, ma sa di caffè di Sindona

E poi se ne vanno tutti! Da qua se ne vanno tutti!
Non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti!
E poi se ne vanno tutti! Da qua se ne vanno tutti!
Non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti!

Goodbye Malincònia
Come ti sei ridotta in questo stato? … ”

EC