Sconto libri

Oggi passeggiando per Milano faccio un giro in libreria e compro un libro sui serial killer (ebbene si ho cominciato un thriller anch’io). Uscendo trovo una ragazzetta di quelle che ti fermano facendoti una domanda (che si rivela il classico amo) che mi dice che non mi vuole vendere niente e mi dà uno sconto per comprare dei libri ad una famosa libreria che non cito. Siccome ho del tempo da perdere decido di chiacchierare con lei che mi porta di nuovo dentro la libreria e pubblicizza tutti gli angoli più remoti della stessa, mi chiede genere preferito, mi propone nuovi generi. Alla fine mi da una tessera che sarebbe il mio sconto e prende i miei dati. Vabbè penso gli serviranno per mandare la solita pubblicità. E invece no, alla fine vedo la fantomatica scritta “Firma Cliente”. Un momento, la fermo e le chiedo se sto sottoscrivendo un abbonamento, lei mi dice di no è uno sconto esclusivo, basta che garantisci l’acquisto di un tot di copie in due anni. E questo come lo chiami? Dico io. Ma così ha uno sconto esclusivo, mi dice, e visto che lei è un acquirente di libri le conviene. Le chiarifico che non voglio avere legami con nessuno, a me piace entrare in una libreria e preso dall’enfasi dire “compro questo”! Ma avere l’obbligo e dover pure ricordarsi di acquistare un libro ogni due mesi (e chissà che succede se mi dimentico) è una cosa che non m’interessa. La ragazza rimane frustrata perchè ha parlato per mezz’ora senza concludere nulla.

Quello che mi fa pensare è come ancora questo metodo del “ti riempio di parole fino allo svenimento tanto da non farti capire cosa stai sottoscrivendo” possa funzionare ancora, e come sia frustrante da parte dei promoter dover ripetere tutta l’antifona (omettendo il fatto che stai sottoscrivendo un abbonamento) fino alla fine. Se il lettore è sgamato e percepisce il trucco la ferma, ma altrimenti arriva fino in fondo quando c’è da firmare, e si sa che oggi la gente quando deve firmare qualcosa è assalita da tutti i dubbi.

Mi faceva pena ecco. Anche io ci sono passato per il “ti pago un tot per contratto firmato” ma ho maturato subito il pensiero che devo essere pagato per il lavoro che faccio, se poi ho dei risultati allora mi premi. Ma se in una giornata faccio 0 clienti e mi sono sbattuto comunque non voglio dover lavorare aggratiss.

Non mi fermerò più per strada.

EC

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3 pensieri su “Sconto libri

  1. Rieccomi! Anch’io ho subito un tentativo di spillarmi soldi in modo furbo in cambio di libri. Cerco di spiegartelo.
    Qualche mese fa sono stato alla fiera del libro di Pisa. Arrivato allo stand di Meridiano Zero, ho preso in mano un libro (“Salvami” di Darcey Steinke) e l’ho passato alla commessa. Quando la tizia ha visto che volevo acquistarlo, ha preso un secondo romanzo della stessa autrice e mi ha messo in mano anche quello. Pensavo che fosse una copia omaggio, invece chiedo quanto devo pagare e cosa scopro? Che dovevo pagarli entrambi… scoperta la furbata, ero tentato di lasciare tutto sul tavolo e andarmene. Alla fine ho comprato solo il primo, e me ne sono andato con un sapore amaro sul palato.
    Se mi metti in mano un libro senza dirmi nulla, è chiaro che io penso che me lo stai regalando: mettermelo in mano e poi chiedermi di pagarlo è come dirmi che mi offri un pranzo e poi chiedermi di pagare la mia parte.

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