Calvario

Tempi difficili per chi cerca lavoro. Immaginate di avere un lavoro stabile, appagante, ben retribuito. Ecco immaginate che un giorno vi risvegliaste da un sogno e vi ritroviate in un incubo; l’azienda per cui lavorate fallisce e lascia tutti a casa, 200 persone in totale. Certo vi dicono che ci sono gli ammortizzatori sociali, così non dovete disperarvi subito e un lavoro di lì a poco lo troverete. Passano un mese, due mesi, tre, sei di assidua ricerca e vi rendete conto di una cosa: il mercato del lavoro è cambiato rispetto all’ultima volta che lo avete cercato. Ora gli annunci sono parecchio selettivi, e per selettivi intendo:”Voglio esattamente questa persona, non devo perdere tempo ad istruire una nuova risorsa, voglio che arrivi e sia già splendido”.

Questo ci può anche stare, ma se vieni da settori piuttosto specialistici e un bel giorno scopri che quei settori praticamente non esistono più, è l’inizio della fine. Fai colloqui su colloqui, ai quali magari rispondono 200 candidati, e vuoi che su 200 candidati non ci sia uno che magari abbia uno skill più vicino a quello ricercato? Una pacchia per i selezionatori i quali hanno l’imbarazzo della scelta. E ti ritrovi così a fare tre mesi di call center in condizioni davvero assurde, ti becchi gli scleri di mezza Italia e già sei depresso per conto tuo perchè fai un lavoro che potrebbe fare chiunque e non sono stati necessari 15 anni di studi con laurea e master annessi. Poi finisce anche quello e ti guardi attorno con i call center visto che sembra l’unico settore dove ci sia più richiesta. Ti ritrovi a seguire un corso di 15 giorni per essere assunto in un nuovo contact center, per sentirti dire che alla fine non selezionano nessuno perchè i flussi di chiamate sono diminuiti, inoltre il contratto che ti avrebbero proposto sarebbe stato di 15 giorni full time anche serali a 700 euro.

Ora, mi chiedo: qual’è il limite di sopportazione a cui deve arrivare un uomo per non perdere la dignità? Per vedersi azzerare le prospettive di farsi una famiglia, o di pagare un mutuo? Stanno prendendo le nostre vite e le stanno gettando nel letamaio. E poi c’è gente che perde la testa… non mi stupisco, e a coloro che ancora conservano le loro facoltà psichiche dico di riflettere su cosa sta diventando questo bel paese, fondato ricordo sul lavoro. Ma non c’è il lavoro. E’ come se nel circolo polare Artico fondassero la loro società sull’agricoltura.

Sono stanco, demotivato, disinnamorato, scoglionato di vivere in questo paese. Finisco questo articolo con una citazione del mio amico Caparezza:

“A Malincònia tutti nell’angolo, tutti che piangono
toccano il fondo come l’Andrea Doria
Chi lavora non tiene dimora, tutti in mutande, non quelle di Borat
La gente è sola, beve poi soffoca come John Bonham
La giunta è sorda più di Beethoven quando compone la “nona”
E pensare che per Dante questo era il “bel paese là dove ‘l sì sona”
Per pagare le spese bastava un diploma, non fare la star o l’icona
né buttarsi in politica con i curricula presi da Staller Ilona
Nemmeno il caffè sa più di caffè, ma sa di caffè di Sindona

E poi se ne vanno tutti! Da qua se ne vanno tutti!
Non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti!
E poi se ne vanno tutti! Da qua se ne vanno tutti!
Non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti!

Goodbye Malincònia
Come ti sei ridotta in questo stato? … ”

EC

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3 pensieri su “Calvario

  1. Tanto per cominciare guadagni un punto di stima per la scelta di Caparezza …WOW!

    Capisco (o almeno ci provo) a capire il tuo disagio. Io sono in Francia come studentessa universitaria e ho trovato un lavoro dopo una settimana. Certo un lavoretto part time, 10ore per settimana. Ma ho un contratto a tempo indeterminato e con gli aiuti che qua sono dati sono pure riuscita ad avere un appartamento in affitto. E sono al primo anno di università. Non sono una di quelle che crede che l’unica soluzione sia andarsene dall’Italia e se l’ho fatto non é perchè volevo scappare, ma perchè sono fatta per viaggiare, tutto qua. Ma non posso non chiedermi : “In Italia avrei trovato un lavoretto in cosi poco tempo?”.

    Comunque complimenti per il blog, ho cominciato a seguirti da poco, grazie al gruppo “Aspiranti scrittori” su facebook!

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    1. Grazie a te per aver letto le mie farneticazioni! Qui é dura davvero, tu hai avuto coraggio e ti stimo, comunque la situazione non é grave solo in Italia anche se livelli simili non li abbiamo mai raggiunti. Vorrei scappare anch’io ma poi penso che nonostante tutto amo il mio paese e voglio lottare per avere anche io un posto.

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      1. Sai alle volte é difficile far capire alla gente che non sono scappata dall’Italia, ma che semplicemente mi piace viaggiare da quando sono piccola e non posso farne a meno!

        Comunque se ti va anche io ho un blog, e parlo un po’ di quello che mi pare e anche della mia esperienza all’estero ….Sto lavorando proprio ora a un articolo, aggiungo le immagini e pubblico. Se ti andrà di leggerlo mi farebbe piacere …Infatti io non ho ancora nessuna opera vera e propria da condividere con voi sul gruppo, a parte il mio blog 🙂

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